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  • Nessun uomo deve distruggere le bellezze della natura perché, se egli non ne fa uso, altri però potranno servirsene. […] Vediamo, così, che tutti i doveri verso gli animali, verso gli esseri immateriali e quelli inanimati, riguardano indirettamente i nostri doveri verso l’umanità [I. Kant, Lezioni di etica] Eros e Thanatos, questo è l’uomo freudiano. Pulsione di vita e di morte, costruzione e distruzione. Un dualismo ontologico che si riflette in tutto ciò che l’uomo è, fa e pensa. Spesso con sfumature indefinite, perché la vita è caos e quasi mai razionale. Ma quel connubio di bene e male che i filosofi fin dalle epoche più antiche han cercato di spiegare, è visibile e tangibile.

  • Come si coniugano modernità progettuale e montagna? Un tema che investe la critica dell’architettura in una molteplicità di rapporti: la città storica e la città moderna, l’urbanità e la ruralità, il nuovo e l’antico, città e montagna. Costruire una relazione tra due realtà apparentemente agli antipodi è il presupposto dell’architettura e della pianificazione contemporanea per le quali la conoscenza del luogo e il riconoscimento di un’identità propria di questo ne identificano lo scopo irrinunciabile. E così ci si avvicina a un rapporto estremamente attuale, espressione sia di una recente controtendenza sia di un’emergenza sempre più evidente: il ritorno alla montagna. Una montagna che si spopola, decresce, appassisce soggetta all’attrazione del fondovalle e delle metropoli, all’abbando